Una donna osserva l'Orizzonte

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Siedo dunque nella mia casa, raccolta nella stanza più profonda. Questa casa ha tante stanze quante ne ha il mio cuore e ognuna si apre e chiude a seconda del mio amore. Siedo dunque in questa stanza e osservo l'orizzonte cielo e terra, in quel punto in cui si incontrano e si scambiano ciò che...

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Siedo dunque nella mia casa, raccolta nella stanza più profonda. Questa casa ha tante stanze quante ne ha il mio cuore e ognuna si apre e chiude a seconda del mio amore. Siedo dunque in questa stanza e osservo l'orizzonte cielo e terra, in quel punto in cui si incontrano e si scambiano ciò che passa.
Il mio sguardo è azzurro e limpido, con pupille di umida terra: puoi scavare e trovi pietre, di smeraldo e di zaffiro, di rubino e di diamante.
Ma la perla che tu brami non la trovi in questa stanza. Non la puoi vedere, non la puoi toccare, essa è altro da ciò che immagini, non ha luogo in cui posarsi, non ha luogo in cui giacere.
Io lo osservo, l'orizzonte di sangue, che fa strada al buio occidentale, che confonde le forme umane. Da esso emerge l'esercito della morte, superbo nella furia omicida, tracotante nel suo vano passo.
Ma il signore della morte non sa che sta svanendo nel profilo delle dune, non vede i suoi soldati disfarsi in vento caldo.
Egli non sa che io l'osservo dalla stanza del mio cuore, in cui splende, a farmi luce, il bagliore perlaceo della pietra occulta.




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