Forexmart

Latest Blogposts

Cristiano Ronaldo post
Di Più…
  • Like
Reactions: Vittoria and Franco Marino
Leggi i commenti precedenti…
Franco Marino
Franco Marino
Altra prova di commento.
Miacommunity
Miacommunity
Prova di commento
Miacommunity
Miacommunity
Quarto commento.
L’espressione “scoppia la pace” indica ironicamente due belligeranti che decidono di smettere di spararsi addosso pur continuando a rimanere nemici. Ma forse il verbo “scoppia” è superfluo perchè la pace stessa, per chi non ne conserva la versione zuccherosa dei pacifisti, non implica certo che due contendenti che si sono sbranati fino al giorno prima, decidano di fare all’amore. Ma solo che trovino più utile non spararsi addosso, pur continuando a duellare. Fu questo principio a far dire a Von Clausewitz che la politica è la guerra proseguita con altri mezzi. Che si sarebbe potuta tranquillamente ribaltare. E che fa titolare ai giornali che tra Conte e Grillo scoppia la pace. E a tal riguardo è lecito chiedersi perchè.



Saltando a pie pari le considerazioni sulla natura nebulosa dell’accordo che non contano in realtà nulla – contano solo le forze in campo – la prima cosa da dire, sulla scia di quanto premesso sopra, è un’ovvieta: in un duello, se i duellanti decidono di fare la pace è perchè nessuno dei due ha la possibilità di vincere.
Per quanto Conte cercasse di intimidire l’avversario a colpi di mutria e di prosopopea tipicamente giuridichese, di sicuro un leader politico convinto di conquistare un largo consenso non pretende di costruire la propria comunità tentando di appropriarsi dei dati personali degli iscritti dell’avversario, viepiù vantando inesistenti ragioni di tipo giuridico. Se la crea da zero.
In tal senso, per quanto si atteggino ad enti istituzionali, le comunità della Casaleggio Associati, il blog di Grillo, il sito del Movimento, i portali di propaganda (TzeTze e altri) e Rousseau, non sono nient’altro che forum appartenenti ad aziende private, ai quali l’utente si iscrive accettando di cedere i propri dati. E quelle iscrizioni Grillo se le è conquistate. Non intimando al PD o a Forza Italia di cedergli i dati degli iscritti.
E’ sicuramente vero che le autorità giudiziarie possono imporre, per mille valide ragioni, che Davide Casaleggio consegni i dati degli iscritti. Ma solo per accertamenti dovuti al perseguimento di un reato. Di certo non perchè lo chiede, per ragioni politiche dunque personali, un ex-presidente del consiglio che oltretutto, in questa fase, non essendo neanche un parlamentare e non avendo un proprio partito, è tornato al rango di cittadino privato al pari di un’emerita nullità come chi scrive questo articolo.

08178B5B-4CF8-4A6B-A2CC-28DD5E391B9F.png
ACQUISTA il nuovo romanzo di Matteo Fais, Le regole dell’estinzione, Castelvecchi.
AMAZON: https://www.amazon.it/regole-dellestinzione-Matteo-Fais/dp/8832828979/
IBS: https://www.ibs.it/regole-dell-estinzione-libro-matteo-fais/e/9788832828979

In tal senso, le richieste di Giuseppi non solo erano talmente assurde sul piano giuridico da farmi, per un momento, dubitare che fosse davvero laureato in legge. Ma lo erano soprattutto sul piano politico.
Che se ne pensi bene o male (e io ne penso malissimo), Grillo, pur imbolsito e appesantito nella sua forza politica, resta pur sempre un leader di lungo corso e di largo consenso, sia come comico che come politico, che si è conquistato i galloni di capo sul campo. Conte è un signor nessuno di cui sfido chiunque a ricordarsene l’esistenza prima della sua esperienza di governo. E che Grillo inevitabilmente guarda come una libellula guarda una mosca. In sovrappiù, Beppe rispetto a Giuseppi ha una cosa che si chiama esperienza. Padroneggia egregiamente i media di vecchia e nuova generazione – per averli frequentati per tantissimi anni – ed è probabile che abbia detto al suo rivale “Caro professore attento. Tu oggi godi di grande consenso solo perchè i media ti vogliono aizzare contro di me. Ma non illuderti che una volta che mi hai confiscato casa, poi non ti facciano fuori. Quelli hanno già i loro leader e tu sei solo il loro utile idiota”. Riconducendo Giuseppi a miti consigli.
Beppe Grillo, da par suo, era giustappunto consapevole che, in caso di guerra, Conte avesse l’appoggio momentaneo dell’establishment – che già aveva iniziato a massaggiare i nervi dell’ex-comico con la storia del figlio – e che insomma convenisse non tirare troppo la corda.
Entrambi hanno bluffato il tempo necessario per poi arrivare al momento in cui immancabilmente, come dicono nel poker, si “vedono” le carte. Per poi rendersi conto di avere in mano solo scartine. E hanno preferito l’accordo. Al netto naturalmente di altre cose che non sappiamo e forse non sapremo mai. E che potrebbero rendere inutile questo articolo più di quanto non lo sia di suo.


Sarebbe poco serio fare previsioni a lungo termine. Certamente la pace tra i due non implica certo che sia cessata la reciproca diffidenza. A tal riguardo viene da pensare a quando Berlusconi fondò il PDL, sfilando AN da sotto il sedere di Fini. Che dapprima protestò (“Siamo alle comiche finali!”) ma poi decise di rimanere nel partito facendogli la guerra da dentro. Tentativo legittimo se non fosse che, scegliendo la strada suicida di amoreggiare con la sinistra, si inimicò di fatto tutto il popolo della destra di AN che seguì il Cavaliere. Che evidentemente conosceva l’elettorato meglio di Gianfranco.
Nel caso del Movimento 5 Stelle, la situazione è più complessa. In primo luogo perchè non è chiaro l’establishment con chi si schiererà tra i due.
Inoltre, mentre Berlusconi era a capo di una corazzata, nessuno degli attuali duellanti ha ragioni per essere ottimista sul proprio futuro politico.
Non ne ha Beppe dal momento che, sì, il Movimento 5 Stelle ha certamente avuto molti voti anche da destra ma personalmente non conosco nessuno, da quelle parti, che oggi lo voterebbe.
Ma non ne ha neanche Giuseppi. La sinistra di oggi non è certo quella del PCI ma molti dei suoi dirigenti e intellettuali storici sono, più o meno ufficialmente, ancora in attività. Avranno dunque mantenuto intatta la sapienza tattica di quel grande partito, compresa la storica capacità di suonare attraverso le sue innumerevoli grancasse, dolcissime melodie nei confronti di chiunque porti loro un tornaconto, per poi, quando occorrerà, vomitargli addosso, napoletanamente parlando, “questo, quello e Mariastella”.
Durante il primo governo, Conte è stato insultato in tutti i modi dalla sinistra, sovente con una sgradevolezza che ha infastidito persino chi non lo aveva certo in simpatia. E il motivo è ovvio: uno degli azionisti di quel governo era Salvini. Durante il secondo governo, a sentire i media, Conte era divenuto il nuovo De Gasperi. Fino all’imbarazzante fenomeno mediatico delle “bimbe di Conte” prontamente rispolverate in chiave antileghista, antifascista e non so più che altro. Un’inversione ad U che nauserebbe persino uno stomaco d’amianto ma che potrebbe tranquillamente ripetersi nel momento in cui lo scenario mutasse ancora. E’ del tutto impensabile che se Conte si costruisse un soggetto politico per conto proprio, la sinistra gli lasci quote di mercato, senza invece più probabilmente ricominciare ad insultarlo.

Conte e Grillo devono aver considerato tutti questi dati e alla fine, come il leone e il cinghiale della favola di Esopo, vedendo sullo sfondo accumularsi gli avvoltoi, invece di scannarsi hanno preferito mettersi d’accordo.
Una scelta che, almeno dal punto di vista dei loro interessi, può considerarsi saggia.
Di Più…
Mi piace questo social
Di Più…
Ciao a tutti
Di Più…
Francesco
Francesco
Prova di commento.

Miacommunity Adsense

Prova di post
Di Più…
Dybala prova post
Di Più…
Franco Marino
Franco Marino
Prova di commento.
Abbasso Juve!
 
Di Più…
  • Like
Reactions: Miacommunity
Su come molti atei in realtà non abbiano mandato in soffitta la mentalità religiosa, ho già scritto. Già citare qualcuno non viene considerato elegante, se poi si cita anche se stessi, si corre il rischio di farsi ridere appresso. Il lettore di fronte a “come ho già scritto in altre circostanze” è autorizzato a rispondere “A chi?” e ridere della vanità dell’autore. E poi, se i miei lettori si accorgessero che i miei articoli si ripetono in successione, anche a stimarmi, dopo un po’ chiuderebbero la pagina: l’orgasmo di leggere un articolista che la pensa come noi dura giustappunto il tempo dell’orgasmo. Poi si vogliono nuove emozioni, posto che i miei articoli siano all’altezza di provocarle. Ma se cito di nuovo questa mia convinzione è perchè essa si aggancia perfettamente a ciò di cui vorrei parlare.


L’uomo, come ho già scritto (ok, non lo faccio più, scusatemi) anche quando non crede in Dio, non per questo smette di credere a cose assolutamente non dimostrate e non dimostrabili. Quella che più fa sorridere è l’idea che lo stato sia sempre interessato al bene della collettività. Perchè è forse quella che non solo di dimostrazioni ne contiene di meno ma, anzi, andando a ritroso della storia, è la percezione che più di tutte si avvicina al falso. Naturalmente, dal momento che non esiste alcuna evidenza della cosa, a maggior ragione il concetto di stato viene ammantato di un armamentario di simbolismi il cui scopo è unicamente quello di intimidire i cittadini, ponendoli in soggezione di fronte al Leviatano. Cioè di fatto ad un’entità incorporea o, per meglio dire, la cui corporeità risiede nella disponibilità di un singolo cittadino di sacrificare, dinnanzi ad esso, la propria individualità. Lo si definisce con la S maiuscola, si usa la C maiuscola per definire la Costituzione, del presidente si dice che è il Presidente Della Repubblica, con le prime lettere in maiuscolo. Ma chi non ha una visione religiosa dello stato, lo vede per quel che è. Un male necessario. Un prodotto della natura umana. Un’azienda il cui core business è fornire attraverso il pagamento delle tasse, la protezione a cittadini altrimenti incapaci di difendersi da soli. E dunque, essendo quella azienda divenuta stato, quella che quel core business lo soddisfa in meglio: perchè è il gruppo di persone che ha più uomini o perchè sono i più forti o i meglio armati, perchè assicura meglio i servigi che ne giustificano l’esistenza.
Naturalmente, non sempre un gruppo è forte a sufficienza da ridurre a soggezione tutti gli altri e quello è il momento in cui sorge una guerra civile oppure si verificano rivoluzioni, cambiamenti violenti di regime. Che si verificano perchè i gruppi che si scontrano raramente condividono i medesimi valori e la pensano allo stesso modo.

08178B5B-4CF8-4A6B-A2CC-28DD5E391B9F.png
ACQUISTA il nuovo romanzo di Matteo Fais, Le regole dell’estinzione, Castelvecchi.
AMAZON: https://www.amazon.it/regole-dellestinzione-Matteo-Fais/dp/8832828979/
IBS: https://www.ibs.it/regole-dell-estinzione-libro-matteo-fais/e/9788832828979

Se si depura la propria concezione dello stato da ogni idealismo, si riesce anche a percepirne la sua necessarietà. Del resto, l’uomo è un animale sociale. In quanto tale, diversamente dal gatto che è in grado di procacciarsi da solo il suo topo e dunque scaccia ogni maschio si possa avvicinare, l’uomo ha bisogno di tessere dei legami per sopravvivere. E fin qui siamo tutti d’accordo. Siamo anche d’accordo che lo stato deve esistere, in qualche forma. Ma da qui a trasformare questo banale dato sociologico in una continua salmodia dello stato, è qualcosa che francamente si fa fatica a sopportare. Uno stato non ha niente di morale ma molto di pratico. Non è il frutto di un accordo a tavolino tra le parti come scriveva Di Pietro in un suo insulso bignamino sulla costituzione ma è anzi l’esatto opposto: il prodotto di un conflitto in cui c’è un vincitore che in quanto tale “detta legge”. E che, va da sè, farà di tutto per mantenere il proprio potere perchè se non lo facesse, un altro gruppo con altri valori, lo soppianterà.
Si capisce già da questo che lo stato – e si badi bene, non potrebbe essere altrimenti – non è interessato ai suoi cittadini per loro ma per sè stesso. In quanto tale, se per garantire la propria sopravvivenza deve uccidere alcuni cittadini, lo farà. Come è già successo quando, per seguire i deliri espansionistici di qualche sovrano, lo stato non ha esitato a mandare a morte milioni di persone in questa o quell’altra guerra.
Se emergeranno gruppi con valori diversi da quelli contenuti nello statuto, lo stato li perseguiterà fino a ridurli ai minimi termini. E dunque il cittadino deve diffidare dello stato nella medesima misura che lo porta a riconoscerne la necessarietà. Proprio per questo è anche inevitabile, naturale, umano, che il cittadino si guardi attorno e cerchi altri gruppi.



Nel momento in cui si fuoriesce dall’inganno, si respira a pieni polmoni come se si fosse usciti da un paese dominato dal socialismo reale. Ma la libertà non è per tutti. L’uomo che smette di credere in Dio, non fuoriesce solo da una disciplina e da un insieme di regole. Esce anche da qualcosa che dà un senso alla sua vita. Al tempo stesso, chi esce dalla religione del Leviatano, esce da una serie di bugie, di opprimenti convinzioni imposte con tutta la forza di cui esso dispone. Ma esce anche dal conforto che può dare solo l’adesione ad un conformismo. Si smette di credere che lo stato pensi al bene dei cittadini e ci si accorge che il suo unico scopo è la conservazione dello status quo. Non si pensa più che lo stato voglia proteggere i suoi cittadini da un virus ma ci si chiede quanto il desiderio spasmodico di vaccinare in massa per proteggere la collettività, sia compatibile con le giornaliere campagne di riduzione della popolazione e con gli allarmi sul fatto che l’INPS non abbia più soldi, chè anzi questo virus costituisce un’occasione d’oro per risolvere o quantomeno attenuare entrambi questi problemi.
La logica e la razionalità autorizzano i dubbi più atroci perchè le contraddizioni sono palesi.


Uscendo dalla dimensione religiosa dello stato, si trova stupido chi ripone cieca fiducia negli altoparlanti attraverso i quali, sotto forma di intrattenimento, informazione, infotainment, il Leviatano tenta di spargere il suo seme. Il credente della religione Stato non consente alcuna eterodossia nel prossimo. Se anche solo osa guardarsi altrove, subito i sacerdoti della politica gli ricordano che il Leviatano è il signore dio suo e che non avrà altro dio all’infuori di esso.
A quel punto, come nelle religioni tradizionalmente intese, l’umanità si divide in due: chi è abituato a non credere in nulla, non crederà neanche nel Leviatano. Chi crede, deciderà di recitare giornalmente la propria professione di fede. Crede in un solo dio, stato onnipotente, creatore di tutte le cose visibili e invisibili. E dunque ritenendo che bisogna “eliminare la mela marcia, affinché non infetti le altre mele del cesto”, eliminerà tutti quelli che mettono in discussione il dogma del potere dominante.


A quel punto, quelli che invece vogliono continuare a credere nel Leviatano, casomai mentre offendono Cristo e coloro che ci credono, continuano a recitare la propria quotidiana professione di fede nel Leviatano. Non in chiesa ma sui social. Non davanti ad un prete ma davanti a Burioni. Chi è interiormente libero, decide di lottare per un altro stato e di dichiarare guerra a quello dominante.

E’ tutta questione di indole.
Di Più…
  • Haha
Reactions: Miacommunity
Ciao a tutti ragazzi!
Di Più…
Tutto ok
Di Più…
Prova di post
Di Più…
Buongiorno a tutti!
Di Più…
  • Like
Reactions: Miacommunity
Miacommunity
Miacommunity
Buongiorno a te.
Prova di post
Di Più…
  • Like
Reactions: Franco Marino
Miacommunity
Franco Marino
Altra prova di post.
Miacommunity

What is Lorem Ipsum?​

Lorem Ipsum is simply dummy text of the printing and typesetting industry. Lorem Ipsum has been the industry's standard dummy text ever since the 1500s, when an unknown printer took a galley of type and scrambled it to make a type specimen book. It has survived not only five centuries, but also the leap into electronic typesetting, remaining essentially unchanged. It was popularised in the 1960s with the release of Letraset sheets containing Lorem Ipsum passages, and more recently with desktop publishing software like Aldus PageMaker including versions of Lorem Ipsum.

Why do we use it?​

It is a long established fact that a reader will be distracted by the readable content of a page when looking at its layout. The point of using Lorem Ipsum is that it has a more-or-less normal distribution of letters, as opposed to using 'Content here, content here', making it look like readable English. Many desktop publishing packages and web page editors now use Lorem Ipsum as their default model text, and a search for 'lorem ipsum' will uncover many web sites still in their infancy. Various versions have evolved over the years, sometimes by accident, sometimes on purpose (injected humour and the like).



Where does it come from?​

Contrary to popular belief, Lorem Ipsum is not simply random text. It has roots in a piece of classical Latin literature from 45 BC, making it over 2000 years old. Richard McClintock, a Latin professor at Hampden-Sydney College in Virginia, looked up one of the more obscure Latin words, consectetur, from a Lorem Ipsum passage, and going through the cites of the word in classical literature, discovered the undoubtable source. Lorem Ipsum comes from sections 1.10.32 and 1.10.33 of "de Finibus Bonorum et Malorum" (The Extremes of Good and Evil) by Cicero, written in 45 BC. This book is a treatise on the theory of ethics, very popular during the Renaissance. The first line of Lorem Ipsum, "Lorem ipsum dolor sit amet..", comes from a line in section 1.10.32.
The standard chunk of Lorem Ipsum used since the 1500s is reproduced below for those interested. Sections 1.10.32 and 1.10.33 from "de Finibus Bonorum et Malorum" by Cicero are also reproduced in their exact original form, accompanied by English versions from the 1914 translation by H. Rackham.

Where can I get some?​

There are many variations of passages of Lorem Ipsum available, but the majority have suffered alteration in some form, by injected humour, or randomised words which don't look even slightly believable. If you are going to use a passage of Lorem Ipsum, you need to be sure there isn't anything embarrassing hidden in the middle of text. All the Lorem Ipsum generators on the Internet tend to repeat predefined chunks as necessary, making this the first true generator on the Internet. It uses a dictionary of over 200 Latin words, combined with a handful of model sentence structures, to generate Lorem Ipsum which looks reasonable. The generated Lorem Ipsum is therefore always free from repetition, injected humour, or non-characteristic words etc.
Di Più…
  • Haha
Reactions: Franco Marino
Test new profile post
Di Più…
Miacommunity
Miacommunity
Prova di commento.
Roma, 1 lug – M5S addio, Giuseppe Conte e Beppe Grillo si contendono ciò che ne resta: dopo lo strappo con il garante, l’ex premier fa sapere che non rinuncia al suo progetto per colpa di una sola persona e il comico genovese corre ai ripari per ricompattare il Movimento con il voto su Rousseau. La scissione dunque appare inevitabile.



Sangue di Enea Ritter

Scissione M5S: Conte e Grillo si contendono i parlamentari​

Se ancora tiene banco il botta e risposta tra Grillo e Conte – con il primo che fa un video in cui dice di non essere il “padre padrone” ma il “papà che ci mette il cuore nel M5S” e il secondo che lo accusa di dire falsità sul suo conto – la vera partita è già sul controllo di quanti più possibili parlamentari e maggiorenti del Movimento.

Black Brain

Alla Camera maggioranza con Grillo, al Senato (tanti al secondo mandato) con Conte​

Se alla Camera i 5 Stelle che vogliono restare con Grillo sono più numerosi, al Senato – soprattutto tra le file di chi è al secondo mandato e rischia la disoccupazione – sono quasi tutti con Conte. Una spaccatura inevitabile in cui c’è ancora chi sta aspettando per schierarsi. A partire dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, di cui però si vocifera la volontà di voler restare con il garante. Viceversa, un passaggio dell’ex capo politico del M5S con Conte per Grillo sarebbe la fine.

Scontro Conte-Grillo, le ragioni dell’ex premier…​

Tornando allo scontro che ormai appare insanabile, Conte ha contrattaccato sostenendo che Grillo voleva molto più di una diarchia. “Quando viene chiesta la rappresentanza internazionale, il coordinamento della comunicazione, quando viene chiesto di condividere tutte le scelte degli organi politici – vicepresidenti, componenti dei comitati – quando finanche viene chiesto di concordare e autorizzare addirittura i contratti allo staff di segreteria io credo che sia più che una diarchia ed è umiliante. Quindi lo statuto non è seicentesco, è medievale da questo punto di vista”, sostiene l’ex premier. Poi l’annuncio: “Se resto in campo? Sicuramente c’è tanto sostegno dai cittadini, abbiamo fatto un progetto politico, ho lavorato 4 mesi a questo progetto e non vedevo l’ora di condividerlo… Questo progetto politico evidentemente non lo voglio tenere nel cassetto, perché non può essere la contrarietà di una singola persona a fermare questa proposta politica che ritengo ambiziosa e utile anche per il Paese”.

…e quelle del garante M5S​

Dal canto suo Grillo, in un nuovo video dai toni più morbidi in cui sostanzialmente fa appello all’unità in vista della scissione, difende la sua posizione. “Io ho reagito come dovevo, col mio cuore, la mia anima e la mia intelligenza. Non da padre padrone ma da papà, ho fatto cose straordinarie ricordo a chi oggi mi sta disprezzando”. Circa l’intenzione dei contiani di mollare il Movimento, il garante si limita a dire: “Se qualcuno farà una scelta diversa la farà in coscienza“. In merito allo statuto “seicentesco”, che secondo Grillo non andava bene perché limitava troppo i poteri del garante e al contempo aumentava a dismisura quelli del leader politico, il garante rivela che dopo una contrattazione a un certo punto Conte ha detto: “Io non ti rispondo più”. Per poi dire quello che ha detto in conferenza in diretta Facebook. A sentire l’ex premier invece queste sono falsità. Ma il punto ormai è un altro.

Il partitino di Conte è virtuale e non ha posto neanche in Parlamento​


Conte va alla conta di quanti 5 Stelle stanno con lui: si vuole fare un partitino tutto suo. Anche se virtuale, senza neanche la possibilità di nascere intanto almeno in Parlamento. Infatti al massimo i contiani devono finire nel Misto, non potendo presentare un nuovo simbolo o nome. Grillo invece vuole bruciare le tappe e far votare prima possibile su Rousseau un Comitato direttivo, con nomi indicati da lui che però ricompatterebbero il Movimento. Ovvio che Grillo conta soprattutto su Di Maio e anche su Roberto Fico, il presidente della Camera, anche lui per ora in silenzio. Staremo a vedere.

Il dato politico è che il M5S è finito​

Il dato politico tuttavia è che il M5S è finito. Quel che diventeranno i due tronconi nati dalla scissione ancora non è dato sapere, ma appare evidente che Grillo stia giocando la carta del ritorno alle origini, di resettare tutto a prima dell’appoggio a Conte. Che lo ricordiamo si è concretizzato in due governi prima e nell’investitura a leader 5 Stelle poi. Per finire con un “vaffa” in cui potrebbe finire anche la carriera politica dell’ex premier. In effetti Conte, che (giustamente) per Grillo “non ha una visione politica né capacità manageriali”, un progetto preciso. Per ora voleva semplicemente scalare il M5S e mettere in un angolo il fondatore. Operazione fallita. Ora che ci sarà la scissione, Conte ha anche il piccolo problema di non essere eletto in Parlamento. In tal senso non possiamo neanche dire che (con i dovuti distinguo) è il Renzi del M5S: per l’equivalente di Italia Viva infatti non c’è posto in Aula.




Di Più…
Lorem Ipsum is simply dummy text of the printing and typesetting industry. Lorem Ipsum has been the industry's standard dummy text ever since the 1500s, when an unknown printer took a galley of type and scrambled it to make a type specimen book. It has survived not only five centuries, but also the leap into electronic typesetting, remaining essentially unchanged. It was popularised in the 1960s with the release of Letraset sheets containing Lorem Ipsum passages, and more recently with desktop publishing software like Aldus PageMaker including versions of Lorem Ipsum.




Di Più…
Just testing




Di Più…
Forexmart

Statistiche del Sito

Discussioni
117
Messaggi
244
Membri
45
Ultimo iscritto
Maria Esposito

Chat

  • No one is chatting at the moment.

Trend

Alto